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Abadia de Montserrat Visite guidate

ABADIA DE MONTSERRAT

GUIDA DEL PERCORSO DENTRO L'  ABADIA DE MONTSERRAT - VISITE GUIDATE



IL CHIOSTRO GOTICO.
Quando l’abate commendatario era Giuliano della Rovere, prima di diventare Papa Giulio secondo, donò una somma per la costruzione del Chiostro Gotico, di cui si incaricarono gli architetti o maestri Barcellonesi del 1476, Jaume Alfons e Pere Basset.
Possiamo ammirare gli scudi di Montserrat, volti di uomini e donne rappresentanti i personaggi dell'allora società nonché i capitelli gotici, uno dei quali rappresenta una strana danza rituale. Il Chiostro presenta due ordini di archi, sotto ogivali e sopra policentrici (o semicircolari). 

LA BASILICA.
Prima di arrivare alla basilica incontriamo l’atrio che venne costruito dopo la guerra civile, dall’architetto Fransesc Folguera (coordinatore per la costruzione del trono della Vergine di Montserrat), mentre le sculture, sono di Joan Rebugll (che lavorò anche al Palau de la Musica Catalana di Barcellona).

Entrando, prima di arrivare alla Basilica, ci sono varie sculture; quella di San Giovanni e San Giuseppe, sculpite da Josep Clará (che studiò nella scuola di Olot di Joaquín Vayreda e Josep Berga i Boix. Di Vayreda possiamo ammirare i bellissimi quadri posti nella Pinacoteca di Montserrat, vale la pena... )
Nell’atrio invece, incontriamo i sepolcri di Joan d’Aragó (sulla sinistra), e l’altro di Bernat de Viiamarí. La statua dell’Abate Oliva, fondatore del Monastero é opera del 1933 dello scultore, Manuel Xuclà .

Il pavimento davanti alla Chiesa é stato ideato dal frate Benet Martinez, ed i disegni rivelano il suo simbolismo che coniuga il battesimo nell'acqua  e l'Eucarestia (i pesci). Padre Martinez, si ispirò alla forma del piazzale del Campidoglio in Roma

Gli sgraffiati, decorano le mura dei portici dell’atrio, descrivendo i vari percorsi mariani e quelli relativi ai luoghi dove viene dispensata l’indulgenza.

Sui muri, si trovano i nomi  di personaggi che influirono nella vita del Monastero di Montserrat, oppure murales, che rappresentano i re cattolici in visita (saranno loro, a far perdere l’autonomia al monastero) e Don Juan de Austria, fratello di Filippo secondo e figliastro dell’imperatore Carlo Quinto,  nipote dei re cattolici visita il monastero rendendo omaggio alla Moreneta.

La porta del Battistero, mostra i  rilievi che narrano della salvezza dell’uomo nella Chiesa, sono stati fatti da uno scultore svizzero nel 1902, Charles Collet. Nel battistero, si dice che San Ignazio fece la veglia e in seguito abbondonò la vita dissoluta.

La facciata della Chiesa, é progetto di Fransesc Paola de Vigliar i Lozano, in stile Neoplataresco, (plateresco (foto esempio Neoplareresco - Comune di Madrid) é uno stile architettonico spagnolo, composto da arte mudécar e gotico flamígero exclusivo del rinascimento). Le sculture ed i timpani invece, sono dei fratelli scultori, Venaci e Agapit Villiamitgiana, datate 1901. 

L'INTERNO DELLA CHIESA.
le dimensioni sono: navata centrale 68,32 di lunghezza e 21,50 metri di larghezza. L’Altezza é di 33,33 metri.

L’altare é un’opera Italiana dove sono stati inseriti successivamente gli smalti da Montserrat Mainar, riproducono l’ultima cena, le nozze di Cana e la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

La Croce sopra l’altare, é attribuita al Ghiberti, risale al sedicesimo secolo. Le allegorie Pasquali invece, sono del 1959, opera di Manuel Capdevilla.

I Profeti. Le 4 statue, rappresentanti i Profeti Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele, sono opera di Josep LLimona. Isaia, profetizza la rovina di Israele. Geremia, profetizza la deportazione degli Israeliti da parte di Nabucodonosor II. Ezechiele, sostiene il suo popolo deportato in Babilonia. Infine Daniele, che al tempo di Dario I, imprigionato nella fossa dei leoni, scrive il libro apocalittico che anticipa quello di Giovanni. Comunque, gli si riconosce la predizione, della venuta del Messia;.

I DISEGNI SULLE PARETI, sono di Joan LLIMONA (scultore modernista), Baixeres, Graner, e Riquet, pittori modernisti, tutti appartenenti al circolo San Luc, Cercle Artístic de Sant Lluc, fondato dai fratelli LLIMONA: 

Note sul Circolo artistico San Luc: Il Cercle Artístic di Sant Lluc è un'associazione artistica catalana, creata nel 1893 a Barcellona per Joan e Josep Llimona, il consigliere comunale Alexandre M. Pons ed altri artisti. La sua fondazione seguì le orientazioni dottrinali di Josep Torres i Bages, come reazione all'umorismo anticlericale del modernismo boemo ed alla frivolezza delle attività del Cercle Artístic di Barcellona. A tutto ciò, gli aderenti al  Cercle Artístic di Sant Lluc, opposero un rigido moralismo cattolico, il culto delle virtù familiari ed un desiderio di imparentare con l'umiltà delle corporazioni medievali. Il suo primo presidente fu Lluís Serrahima, e tra i suoi membri raffigurarono Dionís Baixeras, Iu Pascual, Antoni Gaudí, Enric Sagnier i Villavecchia, Joaquim Vancells, Joaquim Renart, Ramón Sunyer, Joaquín Torrefaccia García, Feliu Elías, Darius Vilàs, Eugeni d'Ors ed altri artisti. Il Cercle fu il primo con radici del Novecentismo al principio del XX secolo. Dopo la sua epoca di splendore, protesse istituzioni come, gli Amici dell'Arte Liturgica o il Raggruppamento Coubert (1918). Dopo la Guerra Civile si riorganizzò e protesse attività di entità come il Raggruppamento Drammatico di Barcellona ed il Coral Sant Jordi, e fondò il Premio di Disegno Joan Mirò.


CAPPELLE DI DESTRA- IL PERCORSO DELLA MADONNA.
Si apre con quella dedicata a San Pietro, dello scultore Josep Viladomat. 

- In stile Modernista, l’altare di San San Calassanç, fondatore della Escuelas Pias,. Realizzata nel 1881 da Francesc Berenguer i Mestres, che fu collaboratore e discepolo di Gaudí. Curiosamente, il grande architetto fece le scuole primarie poiprio in una fondazione della Scuola Pia di Reus.

- L’altare di sant Ignazio de Loyola é una struttura neoromantica, eseguita da un equipe nel 1893. Roger i Pedrosa é il disegnatore, Ramir Lorenzale, é il pittore e la scultura di San Clemente, é di Venanci Vallmitjana;.

Nota su San Clemente. Fu il Quarto Papa di Roma del primo secolo. Secondo San Girolamo, Clemente fu il successore di San Pietro e contemporaneo di Paolo di Tarso. Venne martirizzato da Traiano che lo affogò legandogli un’ancora al collo ;.. 

Nota su San Ignazio di Loyola. In spagnolo, Íñigo López de Loyola (1491, 1556), di origine basca, è stato un presbitero spagnolo, fondatore della Compagnia di Gesù : nel 1622 è stato proclamato santo da papa Gregorio XV.
Nel 1506 divenne paggio al servizio di un parente, Juan Velázquez de Cuéllar, tesoriere (contador mayor) del regno di Castiglia. Come cortigiano, Ignazio ebbe in quel periodo uno stile di vita dissoluto.
Nel 1517, Ignazio prese servizio nell'esercito. Venne ferito gravemente durante la Battaglia di Pamplona (20 maggio 1521) e per colpa della ferita fu costretto per lungo tempo, a letto, nel castello di suo padre con il medico che veniva a visitarlo tre volte al giorno per tre mesi.
Durante il suo ricovero, ebbe anche l'occasione di visitare il Monastero benedettino di Montserrat (il 25 marzo 1522), dove appese i suoi paramenti militari davanti ad un'immagine della Vergine Maria, in una vera e propria veglia militare dedicata alla Madonna. 

In seguito. entrò nel monastero di Manresa, in Catalogna, dove praticò un severissimo ascetismo, (austerita'). Si può vedere lungo il cammino, una replica della sua spada, di cui l'originale viene conservata a Madrid. Mentre a Manresa si può visitare la Santa Cova, una grotta trasformata in cappella, dove San Ignazio de Loyola si ritirò nel 1552 per scrivere i suoi famosi Esercizi spirituali.
 

CAPPELLA DI SAN BENEDETTO, di Montserrat Gudiol, eseguita nel 1980, in occasione dei 1500 anni, dalla nascita del santo.

Nota su san Benedetto.
San Benedetto da Norcia (Norcia, 480 circa – monastero di Montecassino, 547 circa), è stato un monaco e santo italiano, fondatore dell'ordine dei Benedettini. Viene venerato da tutte le chiese cristiane che riconoscono il culto dei santi.
San Benedetto da Norcia, fratello gemello di Santa Scolastica, faceva parte di una  agiata famiglia romana. 

Eutropio Anicio
, il padre, era Capitano Generale dei romani nella regione di Norcia, mentre la madre era, Claudia Abondantia Reguardati, contessa di Norcia.

All'età di 17 anni, insieme con la sua nutrice, Cirilla, si ritirò nella valle dell'Aniene. Abbandonò poi la nutrice e si avviò verso la valle di Subiaco, sorta intorno agli antichi resti di una villa neroniana che sfruttava il fiume Aniene, formando tre laghi, (la città sorgeva appunto sotto "sub", questi laghi). A Subiaco incontrò il monaco Romano appartenente ad un vicino monastero retto da un abate di nome Adeodato, che, vestitolo degli abiti monastici, gli indicò una grotta impervia del Monte Taleo (attualmente contenuta all'interno del Monastero del Sacro Speco), dove Benedetto visse da eremita per circa tre anni, fino alla Pasqua dell'anno 500. Conclusa l'esperienza eremitica, accettò di fare da guida ad altri monaci in un ritiro cenobitico, presso Vicovaro, ma, dopo un tentativo di avvelenamento, tornò a Subiaco. Qui rimase per quasi trenta anni, predicando la "parola del Signore" ed accogliendo discepoli sempre più numerosi, fino a creare una vasta comunità di tredici monasteri, ognuno con dodici monaci ed un proprio abate, tutti sotto la sua guida spirituale.
Intorno al 529, a seguito di due tentativi di avvelenamento, il primo materiale, con un pane avvelenato e il secondo, morale, vista l'ostilità del clero locale e della gente comune, per salvare i propri monaci, Benedetto decise di abbandonare Subiaco. Si diresse verso Cassino dove sopra un'altura, fondò il monastero di Montecassino, edificato sopra i resti di templi pagani e con oratori, in onore di san Giovanni Battista (da sempre ritenuto un modello di pratica ascetica), e di san Martino di Tours che era stato iniziatore in Gallia della vita monastica.

CAPPELLA DI SAN MARTINO. Eseguita nel 1896 da Josep LLimona, con l’immagine di San Martino che divide il mantello per donarlo ad un povero. Da qui il miracolo denominato come, l’estate di San Martino. Le statue ai lati sono di San Placido e San Mauro.

Nota sui santi Placido e Mauro.
Fu, assieme a Mauro, uno dei più noti discepoli di SAN BENEDETTO DA NORCIA. Dei due, Placido era forse il più giovane: poco più che un fanciullo, quando venne posto sotto la guida dell'abate Benedetto. Per questo viene considerato patrono dei novizi benedettini. A Placido, oltre che a Mauro, è attribuito un celebre episodio miracoloso narrato da san Gregorio Magno nei suoi Dialoghi. Mentre Benedetto era nella sua cella, un giorno, il giovane Placido si recò ad attingere acqua nel lago. Perse l'equilibrio e cadde nella corrente, che subito lo trascinò lontano dalla riva. L'abate, nella cella, conobbe per rivelazione l'accaduto. Chiamò Mauro, e gli disse di correre in soccorso del confratello. Mauro si affrettò ad obbedire correndo sull'acqua, fino a raggiungerlo e trarlo in salvo. San Placido, invocato per tutto l'Alto Medioevo come "Confessore", venne trasformato in martire alla fine dell' undicesimo secolo. Un fantasioso biografo compose infatti un falso racconto della sua Passione, sofferta in Sicilia, per opera dei Saraceni. 
A San Mauro, abate benedettino, Gli vengono attribuite gesta prodigiose: camminare sulle acque, vedere e scacciare i demoni. Pare sia di origini cosentirne, inoltre, Viene invocato per guarire da ogni sorta di malattie.
L'episodio del lago, si legge anche nella Legenda Aurea, di Jacopo da Varagine
.


SCALE DI ACCESSO AL TEMPIO DELLA MADONNA. Chiamata la porta Angelica, per via dei numerosi angeli. Si raffigurano scene dell’antico testamento. Il complesso in alabastro é un’opera di Enric Monjo, eseguita negli anni 50. I candelieri sono di Rafael Solanich.
.
MOSAICI SULLE PARETI. Raffigurano sulla sinistra, le sante madri, e sulla destra, le sante vergini. I mosaici sono stati disegnati dal frate, Benet Martinez, autore anche del disegno sul piazzale ed eseguiti nel 1947 da Santiago Padrós. 

ANTICAMERE DEL TRONO. I disegni delle porte di argento e i vari dipinti, sono di Josep Obióls. Uno rappresenta Giuditta che taglia la testa ad Holoferme, mentre l’altro, é la storia di Ester, nipote di Mardoccheo, che va in sposa, al Re Persiano. Per salvare il suo popolo da un complotto, si vede costretta a svelare  la sua discendenza ebraica al re suo sposo. Il complotto ordito contro gli ebrei fallirà miseramente. Nell’insieme, si vuole rappresentare la vittoria di Dio sui suoi nemici. Le stanzette invece, sono di Francesc Folguera.

Il Tempietto della Madonna.

I mosaici in stile veneziano
e l’incoronazione della Madonna sono stati disegnati da Josep Obióls, mentre la realizzazione é di Santiago Padrós.

Le nove lampade,
rappresentano 8 diocesi catalane, e la nona, rappresenta la comunità di Montserrat. 

I Rilievi al fianco della Madonna
, rappresentano la natività della Vergine e la Visitazione. Sono di Joaquin Ros. 

Il trono della Madonna
. Realizzato nel 1947, da Francesc Folguera, grazie ad una colletta. Attraverso il trono vediamo la sala del Cambril.

La sala del Cambril.
É una cappella circolare con 3 absidi, costruita tra il 1876 ed il 1884 da Villar i Camorra, in stile pre-modernista con elementi gotici e romanici. Il direttore dei lavori era un giovane chiamato Antoni Gaudí. La volta che é decorata da Joan LLimona, raffigura la vergine che accoglie i Pellegrini. Gli angeli e la scultura di San Giorgio, sono di Agapit Vallmitgiana. Le vetrate disegnate sempre da Villar i Camorra sono realizzate da Antoni Rigat
Nella Cappella c’é anche il mosaico che descrive l’incoronazione della Madonna.

DESCRIZIONE DELLE CAPPELLE DI SINISTRA. 
- La cappella dell’immacolata concezione. Bellissima opera Modernista di Josep Maria Perícas, che nel 1910 compose l’altare- retablo in marmo bianco, con elementi di ispirazione vegetale e costole di animale. Questo forse perchè, anche Gaudi, considerava l’uomo come parte della natura. Ricordiamo le ossa della casa Batlló e il tetto della Pedrera, ispirato ad un cranio umano. 

Nel 1910, viene posta anche La vetrata, diversa dalle altre, perché é stata fatta con un particolare sistema di sovrapposizione, detto, TRICOMIA. L’autore è Darius Vilás.

Cappella del Santissimo. Una spettacolare raffigurazione del Cristo il cui viso viene scavato nel legno in negativo e mediante una luce fissa, si crea l'effetto movimento del viso. Questo effetto, avviene quanto una persona attraversa la cappella da destra a sinistra o viceversa, continuando a fissare il volto del Cristo che a sua volta, segue il movimento dell'osservatore.

Chi passa per la cappella, fissando il volto, si sentirà osservato . L'autore è Josep Maria Subirachs, scultore della Sagrada Familia. Il Lavoro orafo é di Manuel Capdevilla

Nelle sale intermedie, ci sono altre opere  come una pietà, la fuga in egitto di di Josep Cusachs (1904), ed un Cristo di Josep LLIMONA


USCITA SU CAMMINO DELL’AVE MARIA. Una bella scultura di Apel-les Fonosa che rappresenta l’angelo dell'annunciazione.

IL CAMMINO VERSO LA SANTA COVA. É un tracciato del diciannovesimo secolo, lungo un chilometro e mezzo, ed é costituito da 15 gruppi scultori, rappresentanti i misteri del rosario. Sono vari gli autori di questo camino, ma tutti famosi. Gaudí, Puig i Catafalch, Josep LLimona e i fratelli Vallmitgiana.